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Sintesi.
     
Dopo la pace di Cateau-Cambresis, Filippo secondo di Spagna si afferm
come  il  pi  potente sovrano europeo, potendo contare su  un  vasto,
eterogeneo  e  ricco  dominio.  Da quella  posizione  di  forza  egli,
fervente cattolico, organizz una incessante offensiva contro le forze
che  si opponevano al Cattolicesimo. Chiuso nel palazzo dell'Escorial,
presso  la  nuova  capitale Madrid, nel cuore  della  Castiglia,  egli
impartiva,  senza grandi colpi di genio ma con un puntiglioso  lavoro,
le  direttrici  della  sua politica egemonica. Le  sue  iniziative  di
politica  estera, per, fallirono quasi tutte: acquis il  Portogallo,
avendone  sposato  l'erede al trono, ma poco o  niente  pot  fare  di
fronte al consolidamento dell'Inghilterra protestante, alla secessione
delle  Province  Unite  dai suoi Paesi Bassi,  alla  sollevazione  dei
calvinisti  in  Francia  ed alle scorrerie dei  pirati  musulmani  nel
Mediterraneo.  La Spagna, centro del suo regno, affollata  di  nobili,
soldati   e   prelati,  ma  povera  di  mercanti  e   banchieri,   era
economicamente  arretrata  e  fragile:  le  ricchezze  americane,  che
durante il dominio di Filippo vi affluivano ancora abbondantemente, ne
fuoriuscivano  quasi subito, scambiate con merci e  servizi,  che  gli
spagnoli  si  vantavano di non produrre, ma di  poter  comprare  senza
lavorare. (Paragrafo 1).
In  Italia  gli  spagnoli poterono esercitare il  loro  dominio  senza
soverchie preoccupazioni, grazie anche alla scarsa penetrazione  delle
dottrine  protestanti.  Fra i principati indipendenti,  il  ducato  di
Savoia,  che  aveva  spostato  i suoi interessi  dalla  Francia  verso
l'Italia, ed il granducato di Toscana, che rest saldamente in mano ai
Medici, tentarono sporadici cambiamenti di alleanza, subito rientrati.
Soltanto  Venezia  manteneva un'effettiva politica  indipendente,  che
difese anche contro le pretese del papa.  (Paragrafo 2).
I  Paesi Bassi, abituati sotto Carlo quinto ad una certa autonomia  ed
influenzati  da  una dottrina antiautoritaria come quella  calvinista,
reagirono  con  la  sollevazione  alla  politica  repressiva  del   re
spagnolo.  Essi intrapresero una lunga guerra d'indipendenza,  che  si
concluse con la proclamazione della repubblica da parte di sette

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province settentrionali, mentre quelle meridionali restarono fedeli al
Cattolicesimo e agli spagnoli.  (Paragrafo 3).
Filippo  secondo  fin per scontrarsi anche con il  regno  inglese  di
Elisabetta,  il  cui governo aveva favorito lo sviluppo  agricolo,  le
attivit commerciali e la navigazione, ostacolando l'economia iberica.
Per  di pi la regina inglese aveva fatto giustiziare la cugina  Maria
Stuarda, emblema del mondo cattolico, accusata di congiurare contro di
lei.  Ma  la  flotta  spagnola, denominata  Invencible  Armada,  venne
sconfitta clamorosamente da una marina, come quella inglese, pi agile
e  meglio armata, che poneva le basi del suo futuro dominio del mondo.
(Paragrafo 4).
Dopo  essere  entrato anche nel conflitto francese  fra  cattolici  ed
ugonotti,  appoggiando  i  primi, il re  di  Spagna  fu  sorpreso  dal
voltafaccia  del  capo  dei  protestanti,  Enrico  di  Borbone,   che,
convertendosi  al  Cattolicesimo, fu accettato  come  re  da  tutti  i
francesi  con il nome di Enrico quarto, e come tale cacci infine  gli
invasori spagnoli.
La  guerra  civile  era scoppiata in Francia dopo  che  i  calvinisti,
diffusi  soprattutto  nelle regioni meridionali scarsamente  integrate
nel  regno,  avevano  guadagnato  alla  loro  causa  anche  importanti
famiglie  nobiliari, come i Borbone, che avevano composto  un  potente
partito,  avverso  a quello cattolico dei Guisa. I  giovani  figli  di
Enrico  secondo,  costantemente influenzati dalla madre  Caterina  de'
Medici   e,  alternativamente,  dai  rappresentanti  dei  due  partiti
contrapposti,  avevano  favorito  ora  l'una,  ora  l'altra   fazione,
provocando  guerre, stragi e repentine rappacificazioni.  Soltanto  la
diplomazia  e  l'opportunismo politico di Enrico  di  Borbone  seppero
porre  fine  al  conflitto religioso, lasciando tuttavia  insoluto  il
problema  della presenza militare degli ugonotti - una sorta di  stato
nello stato - sul territorio francese.   (Paragrafo 5).
All'estremo  orientale  di un'Europa divisa in blocchi  religiosi,  un
regno  vasto e tollerante come quello della Polonia, che aveva accolto
profughi  ebrei  e protestanti di ogni dottrina, venne  riconquistato,
dopo  l'estinzione  della  dinastia degli  Jagelloni,  alla  religione
cattolica.  Ad esso cominci ad opporsi, sul suo fianco orientale,  un
forte  stato russo, che nel secolo sedicesimo, sotto il ferreo dominio
dello  zar Ivan il Terribile, ampli in modo deciso i propri  confini,
cercando uno sbocco anche sul mar Baltico. La Polonia e la Russia,  ma
un po' tutta l'Europa dell'est, si caratterizzavano per la presenza di
una  potente  nobilt terriera, che riusc ad inserirsi nel  commercio
dei  cereali  diretti al popoloso occidente, diminuendo  i  costi  del
grano  a  scapito dei contadini, ridotti ad una pesante condizione  di
servi della gleba. (Paragrafo 6).
